FIM. FOTOGRAFIA, IDENTITA’ E MEMORIA

ROMA, QUARTIERE TOR PIGNATTARA


Inaugurazione della mostra - Sabato 28 febbraio 2015 / h18

38 pannelli e 150 scatti per la mostra frutto del workshop curato da Simona Ghizzoni (due volte vincitrice del World Press Photo) che ha visto la partecipazione di 13 partecipanti di 8 nazionalità diverse.

Il percorso sarà una sorta di mappa "permanente" del quartiere che si snoderà da Via di Tor Pignattara (incrocio con via Casilina) fino al Largo Raffaele Pettazoni.

 


Torpignalab. Officina di nuove creatività a Tor Pignattara

"FIM. Fotografia, identità et memoria" si inserisce in un più grande e corale progetto artistico che coinvolge diverse associazioni e che prende il nome di "TorpignaLab. Officina di nuove creatività a Tor Pignattara".

Progetto interamente site specific, TorpignaLAb si innesta  nel solco delle varie pratiche ed esperienze culturali di rigenerazione urbana attivatesi negli ultimi anni nel quartiere (street art,  laboratorio di progettazione partecipata per la riapertura del Cinema Impero, etc) oltre che sulle connessioni e le contaminazioni tra diverse forme artistiche: fotografia, street art, cinema, musica, videoarte, arte relazionale, arte performativa, per riattivare un circuito di fruizione artistica di alto livello che attiri nel quartiere anche visitatori esterni.

Un vero e proprio mosaico che vuole restituire l’immagine sommersa, il vero volto di Tor Pignattara, una sorta di ritratto collettivo ed inclusivo, che si basa sul laboratorio per allargare la partecipazione, coinvolgere una molteplicità di soggetti, e attraverso l’esperienza artistica riconnettere il tessuto sociale e costruire spazi di vicinanza e comunicazione.
In questo modo il quartiere rinasce a spazio di creazione artistica e di nuovi significati sociali.

Il progetto si compone di vari percorsi e laboratori artistici, ognuno a cura di un’associazione.
La scelta di un linguaggio artistico plurale, nasce dall’esigenza di sistematizzare l’esperienza di realtà già attive nella scena culturale di Tor Pignattara, e non solo, inoltre la varietà dell’offerta culturale proposta permette di raggiungere con un solo cartellone di eventi pubblici differenti per età, estrazione sociale e appartenza culturale sia del quartiere che di tutta la città.
TorpignaLab è un’officina in cui nuove forme espressive prenderanno vita grazie al coinvolgimento attivo di tutto il quartiere. Un fermento culturale che mira a diventare attrattore sociale e turistico per la città.

1. [FOTOGRAFIA]
FIM. Fotografia. Identità e Memoria. Laboratorio fotografico e mostra fotografica a cura della fotografa Simona Ghizzoni.
Sezione curata dall’associazione culturale Mena. Mille eventi nell’aria

Composta da  immagini raccolte grazie a un progetto dedicato alla creazione di un album fotografico autobiografico del quartiere, la mostra prevede l’allestimento lungo via di Torpignattara e via della Marranella  30 maxi pannelli con le foto realizzate dai partecipanti al progetto, in un percorso espositivo che si candida a diventare una nuova ‘mappa’ del quartiere, ridisegnata grazie al lavoro di ricerca svolto dai partecipanti al workshop.
Curato da Simona Ghizzoni, due volte vincitrice del World Press Photo, e già impegnata sul tema della memoria e del recupero dell’identità collettiva in una serie di lavori realizzati tra il Medio Oriente e l’Africa, il workshop gratuito, si rivolge a 12 partecipanti. Il percorso formativo, così come quello espositivo sono il risultato di un progetto analogo che è stato realizzato a Lecce, nel corso del 2014, all’interno del processo di rigenerazione urbana che ha investito uno dei quartieri della città. Grazie alla positiva esperienza vissuta, abbiamo voluto riproporre una pratica vincente della progettazione partecipata che ha coinvolto 11 associazioni pugliesi.

In questo progetto la fotografia diventa un vero e proprio canale di dialogo, che mette a confronto le diversità attraverso la capacità propria dello scatto di cogliere la multiculturalità di un quartiere.
Con la macchina fotografica è infatti possibile riappropriarsi di uno spazio pubblico, cogliendo le sue infinite prospettive e trasformandolo in un laboratorio di creatività.
La fotografia può cogliere le mancanze, i desideri o gli abusi che riguardano gli spazi comuni, mettendo a fuoco i problemi di una collettività e le sue preoccupazioni, affrontando importanti temi sociali contemporanei come la mancanza di verde e d’integrazione sociale, l’indifferenza e la paura dello straniero, la fobia della diversità, la solitudine degli anziani e la difficoltà di far giocare i bambini.
Lavorare con la fotografia significa camminare, conoscere, rimisurare lo spazio con il proprio corpo, realizzare un “addomesticamento” fisico del territorio, trasformando lo spazio pubblico in privato. Fotografando i luoghi e raccogliendo i racconti di chi popola un quartiere, la narrazione da individuale diventa collettiva e si riattiva il senso del luogo spesso dimenticato.

2. [STREET ART]
Melting Faces § Stories § District
Murales collettivo di Nicola Alessandrini, Diavù, Lucamaleonte
Sezione a curata dal Comitato di Quartiere Tor Pignattara / I Love Torpign'art
Ideazione e Art Direction David Vecchiato

Un viaggio d'artista alla scoperta dell'identità meticcia di Tor Pignattara attraverso la condivisione della vita, dei ricordi, dei sentimenti di alcune famiglie del quartiere. Una discesa nell'anima più profonda del territorio che si concluderà con la sua rappresentazione simbolica attraverso 4 volti, 4 storie, quattro culture, che si staglieranno su un muro pubblico, necessariamente insieme, necessariamente vicini, necessariamente portatori di una storia comune.
3 street artist di livello internazionale verranno "adottati" da altrettante famiglie di culture, provenienze e religioni diverse. L'artista vivrà con loro, indagherà la loro storia, il loro immaginario per carpire un volto, un personaggio, un corpo che possa rappresentare quella famiglia, quella storia, quel vissuto.
I 4 volti verranno dipinti su un muro (pubblico o privato a seconda delle disponibilità) corredati da un QRcode che rimanderà a un sito internet dove è descritto il percorso dell'artista e la storia di quel volto/famiglia
I 4 volti una volta completati verranno ricoperti dalla vernice bianca rimovibile: il velo d'ipocrisia che non vede/che nega che quei volti sono la storia comune del quartiere. Una storia straordinaria che, anche se iniziata lontano, in lingue diverse, sotto paralleli distanti, fonda un presente in cui questo quartiere è diventato il laboratorio della nuova Roma.
Durante un evento pubblico, i bambini (il futuro meticcio del quartiere), spazzeranno via questo velo lavando via con l'acqua il bianco che ricopriva i volti.

3. [MUSICA]
Concerto Piccola Orchestra di Tor Pignattara.
Sezione curata dall’Associazione culturale Musica e altre storie

La Piccola Orchestra di Tor Pignattara è un’orchestra multietnica formata da ragazzi, “immigrati di seconda generazione” e “romani”, tra i 13 e i 17 anni  che gravitano intorno al quartiere popolare di Tor Pignattara (ma non solo), un simbolo della Roma che cambia con tanta bellezza e molte contraddizioni.  
La Piccola Orchestra di Tor Pignattara suona strumenti da ogni parte del mondo e accoglie musiche di ogni angolo del pianeta. È concepita come un laboratorio ed è, per sua natura, in continua evoluzione; al momento è costituita da piccoli grandi musicisti i cui genitori provengono da diversi paesi nel mondo (Italia, Egitto, Senegal, Eritrea, Nigeria, Cuba, Argentina, Filippine, Bangladesh, Guatemala): 10 paesi diversi in un’unica grande orchestra di nuovi italiani.
Il risultato è un lavoro fatto di continue sperimentazioni in cui l’hip hop dialoga con le tablas indiane e dove una tradizionale di Cuba si intreccia con la darabouka o il djembè.
La Piccola Orchestra di Tor Pignattara terrà un concerto al Parco Giordano Sangalli (in caso di maltempo verrà predisposta una location al chiuso). Ospite del concerto sarà un artista nazionale di chiara fama che oltre a portare la sua testimonianza all'interno di un progetto di alto valore sociale e simbolico, attrarrà pubblico da ogni parte della città.

4. [CINEMA]
Karawan presenta “ITALIANO DOC | Sguardi su un’altra Italia”.
Sezione a cura dell’Associazione Bianco e Nero.


Karawan Fest presenta la seconda edizione di ITALIANO DOC, una selezione di documentari di giovani registi italiani che restituiscono un'immagine inedita del nostro paese, conducendo una riflessione personale su alcuni temi cari al festival.
Che siano inchieste sulle nuove periferie urbane o sul fenomeno dell’occupazione, ritratti di famiglie allargate e globalizzate, racconti di formazione alla scoperta della propria identità sessuale, o viaggi nel cuore della terra per incontrare donne e uomini che laggiù lottano e resistono, queste opere sorprendono sempre per forza espressiva e vigore stilistico, e soprattutto per la capacità di ritrarre un'umanità mai rassegnata, raccogliendone sogni, battaglie e speranze.
ITALIANO DOC per gli eventi e le opere proposte è molto più di una rassegna: è un laboratorio culturale di condivisione degli spazi e di progettazione della società che vogliamo, che vive in stretta connessione con il territorio per dare forma alle necessità e ai sogni di chi lo vive.
Karawan è un festival di cinema che tratta in modo anticonvenzionale le tematiche dell’immigrazione, della multietnicità, della convivenza tra culture diverse, e non a caso il progetto nasce e vive nel territorio di Tor Pignattara, laboratorio della società italiana di domani, con numerose comunità straniere residenti che ne fanno una sorta di piccola “Babele” a un passo dal centro storico di Roma.
Il fulcro del nostro progetto è quello dell’accoglienza e della condivisione, per aprire le porte di questo nostro speciale habitat alla città intera, e partire idealmente alla scoperta di posti, lontani e vicini dai centri e dalle periferie.
Karawan inoltre ha l’obiettivo di portare il cinema in un quartiere che ne è orfano da oltre trent'anni e quindi in luoghi insoliti e poco utilizzati del patrimonio pubblico (nonché privi di barriere architettoniche), rispondendo così alla richiesta di nuovi spazi per la socialità e per la fruizione artistica avanzata dalla cittadinanza ivi residente e altresì potenziando l'offerta culturale per il crescente numero di visitatori della Capitale che scelgono questo territorio come loro residenza temporanea.
Il progetto si propone perciò di attrarre e formare nuove fasce di pubblico attraverso il coinvolgimento delle comunità straniere, che hanno così modo di ritrovare i colori, i suoni del proprio paese sul grande schermo, in una cornice di intrattenimento, arricchimento culturale e condivisione con il pubblico italiano.
Particolare attenzione sarà riservata al pubblico dei più piccoli con proiezioni e laboratori dedicati, volti a promuovere l'educazione all'immagine, alle differenze e alla convivenza. Inoltre sarà allestita una zona fasciatoio e sarà consentito l'ingresso in sala ai passeggini, al fine di agevolare la fruizione dei film ai neogenitori.
Verranno invitati artisti, rappresentanti istituzionali e operatori del settore audiovisivo oltre che delle associazioni operanti sul territorio per incontrare il pubblico e commentare insieme le visioni, in un percorso di reciproca conoscenza, scambio culturale, condivisione dei saperi.

5. [PAROLE ]
#PlayingRights: una campagna di comunicazione creativa sui diritti e sull'antimafia sociale, diventa un grande gioco di società da piazza!
Sezione curata dall’Associazione daSud


Se la piazza diventasse un grande gioco da tavolo?
Un laboratorio sui diritti, la responsabilità civile e l'antimafia sociale, una campagna di comunicazione creativa si trasforma in un gioco di società in una della piazze più importanti di Torpignattara (Largo Raffaele Pettazzoni). Un grande tabellone con le classiche caselle (le tematiche, le probabilità, gli imprevisti), le carte, i dadi, le pedine. Un gioco di società calibrato sul quartiere, sui diritti e le esigenze dei sui abitanti. Lanci i dadi e avanzi, apprendi e racconti,un modo per imparare giocando, raccontare le difficoltà, svelare i propri desideri.
L'associazione anti-mafie daSud mette in campo strumenti tradizionali ed innovativi  per realizzare una campagna/evento sul territorio di Tor Pignattara, un modo per raccontare il quartiere, le sue buone pratiche ed i suoi problemi. Un evento che mescola intrattenimento, creatività ed apprendimento, provando  ad immaginare, in maniera collettiva, un quartiere migliore.